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Archeologia Medievale
UniSS
L'insegnamento di Archeologia Medievale nell'Università di Sassari

Alghero , Centro Storico, anni 2004-2006


Gli anni 2004 2005 sono stati caratterizzati da un'intensa attività di scavo preventivo e d'emergenza nel centro storico di Alghero, in occasione di lavori pubblici mirati alla riqualificazione urbanistica di spazi significativi della città. Nello scacchiere strategico di Madrid, nel XVI secolo Alghero rappresentava con Cagliari la principale piazzaforte della Sardegna, che andava difesa con un modello misto, statico (le fortificazioni) e dinamico (le forze navali), dal pericolo rappresentato dall'alleanza turco-francese, ma anche dalle incursioni barbaresche, provenienti dal Nord-Africa. L'esito materiale dello straordinario impegno economico della monarchia spagnola e della pressione fiscale da questa esercitata sulle comunità locali è rappresentato dalla trasformazione radicale dell'apparato murario tardo-medievale: la rivoluzione nelle tecniche belliche impose, a partire dalla metà del Cinquecento, la progettazione e la costruzione di nuove mura bastionate (solo in parte sopravvissute nel lato verso l'interno, in massima parte nel fronte a mare) indagate a più riprese in questi anni, anche in cantieri (Bastione di Montalbano, Bastione San Giacomo, Bastione dell'Esperó), di cui non si forniscono le schede in questa sede. E' in queste occasioni che lo scavo dei grandi riempimenti realizzati negli anni '70 del XVI secolo - per mettere in grado le vecchie difese medievali di resistere alle armi da fuoco, ha consentito un approccio analitico ai sedimenti, che si sono rivelati ad elevata concentrazione di informazioni, in quanto legati a processi formativi di discariche urbane e per l'ampia documentazione di cui in genere i singoli tratti delle mura dispongono, in particolare per questa fase di profonda trasformazione.
La rilevante mole delle fortificazioni bastionate cinquecentesche, che hanno trasformato un importante borgo fortificato medievale in una grande fortezza in cui la dimensione urbana venne sacrificata sull'altare della piazzaforte strategica voluta dalla Corona di Spagna, ha posto questi monumenti o le loro rasature sepolte dalle demolizioni di fine Ottocento in evidenza fra i temi di impatto dell'archeologia urbana locale, particolarmente rilevanti nei cantieri del biennio 2004 - 2005. La ricca documentazione archivistica esistente su queste fabbriche (la progettazione e la realizzazione si svolsero nella seconda metà del Cinquecento), fa sì che esse siano per la loro natura pubblica - in larga parte databili con precisione e che di queste si possano conoscere strategie progettuali e dettagli di cantiere.
Esse rappresentano inoltre, con i loro volumi costruiti e riempiti con detriti di scarto della vita urbana, serbatoi straordinari di informazioni sulla vita materiale della città, per la funzione di collettori di rifiuti che svolsero nel breve periodo della loro realizzazione: queste dinamiche furono messe in atto sia in occasione della costruzione dei nuovi bastioni, come quello della Maddalena, sia nel caso di opere di terrapienatura addossate alle mura medievali e nelle più tarde sistemazioni della prima Età Moderna.
(M.M.)