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Archeologia Medievale
UniSS
L'insegnamento di Archeologia Medievale nell'Università di Sassari

Alghero ,Forte della Maddalena, 2004


Nei mesi di maggio-luglio 2004 si sono svolte indagini preventive nell’ambito del progetto di rifunzionalizzazione urbanistica del Forte della Maddalena, struttura che nasce nel XVI secolo in una zona a ridosso della cortina muraria genovese-catalana, allo scopo di adeguare il sistema difensivo della città alle nuove tecniche ossidionali che prevedevano l’utilizzo delle armi da fuoco.Accurati sopralluoghi effettuati sul bastione della Maddalena hanno evidenziato che alcuni spazi di questo monumento presentano, almeno in parte, l’assetto altimetrico cinquecentesco, come nel caso di una serie di contrafforti a spina, ancora riempiti con sedimenti depositati nel tardo XVI secolo e quindi attendibilmente attribuibili ai lavori coordinanti nel 1575 dal Morchilli per terrapienare il bastione.
I lavori di sterro dei riempimenti cinquecenteschi del bastione, operati nella seconda metà del XIX secolo, portarono in luce elementi strutturali della fabbrica del bastione, (come i contrafforti a spina) o lacerti murari che erano stati obliterati nel XVI secolo dal cantiere dell’imponente opera, come l’orecchione, relativo a una prima fase costruttiva del monumento. Per recuperare almeno in parte il significato storico di quei frammenti di manufatti architettonici emersi con gli sterri ottocenteschi, l’analisi stratigrafica del costruito e lo scavo stratigrafico di eventuali lacerti di stratificazioni sopravvissute sono parse le metodologie più attendibili, almeno per rintracciare la trama cronologica del loro avvicendarsi nel tempo e fondarne una più attendibile interpretazione .
I dati emersi dallo scavo costituiscono una base fondamentale per la comprensione dell’evoluzione urbanistica della città in funzione del suo circuito fortificato, che nel corso del Trecento sembra caratterizzarsi come momento di intensa riconfigurazione degli apparati difensivi.
E’ probabile che le strutture rilevate siano in fase con la costruzione dell’orecchione e quindi relative alla prima fase costruttiva del forte. In effetti il loro andamento è compatibile con le strutture presenti nella planimetria di Giorgio Palearo Fratino: si può ipotizzare che, una volta decisa la costruzione del fronte avanzato verso S, queste strutture siano state rasate e le macerie utilizzate per innalzare le quote, in vista del terrapienamento dell’area. Nel corso delle indagini è stato effettuato un piccolo saggio (m 3, 30 x 2), in previsione del posizionamento di un plinto situato a ridosso della cortina muraria con andamento N/S, nella zona W dei bastioni.
Immediatamente al disotto di un acciottolato recente (anni ’70 XX secolo) si trovava uno strato abbastanza compatto di argilla esteso su tutto il saggio, interpretabile come residuo del terrapieno cinquecentesco del forte, in quanto presenta delle affinità con analoghi riempimenti, relativi alla fase di costruzione del bastione cinquecentesco, messi in luce nell’area 1000.
L’US 2009 obliterava un conoide di cenere esteso su tutta l’area con andamento degradante W/E, relativo a un livello di vita cinquecentesco con la creazione di un focolare situato nella porzione SW del settore. Ad una fase di defunzionalizzazione del focolare sono associati un accumulo di mattoni refrattari uno strato di cenere e carboni che riempiva il taglio e l’area termotrasformata attorno al taglio US 2020. All’interno e nelle immediate vicinanze dell’area di fuoco sono stati rinvenuti dei frammenti relativi a un tegame invetriato con orlo piano a doppia scanalatura risalente al XV- inizi XVI secolo e di probabile produzione catalana. La datazione di questa fase è offerta anche dai materiali presenti nel deposito, tra le quali maiolica di Montelupo con decorazione a spirali arancio e invetriate catalane in verde.
Al disotto di questa fase è stata messa in luce una struttura muraria realizzata con pietre di media e grande pezzatura, legate con terra, estesa sulla gran parte dell’area, interpretabile probabilmente come fondazione di una grossa struttura, forse una piattaforma relativa alla cortina muraria genovese-catalana, che interessava questa zona. I materiali rinvenuti confermano una datazione alla metà del ‘300 (maiolica catalana in verde e bruno e maiolica valenzana con decorazione in stile malagueño).


(A.C., M.F.)