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Archeologia Medievale
UniSS
L'insegnamento di Archeologia Medievale nell'Università di Sassari
Alghero,
Chiesa di S.Chiara, 2005
Durante i mesi di agosto e settembre del 2005 è stato possibile completare le indagini archeologiche all'interno della Chiesa di Santa Chiara iniziate gia nel 2000-01 e poi sospese ( Milanese, Fiori 2001 , pp.332-333).
La necessità di completare lo scavo di un campione consistente delle stratificazione si è posta al momento dei prossimi lavori di restauro e riqualificazione dell'edificio come biblioteca della Facoltà di architettura dell' Università di Sassari.

La chiesa di Santa Chiara, ubicata nella parte settentrionale del centro storico, è inserita nel complesso monumentale dell'ex monastero delle Isabelline .
La documentazione scritta registra a partire dagli anni '30 del XVII secolo l'acquisizione di immobili e aree con l'intento di impiantarvi le strutture del monastero, suggerendo quindi l'impianto del complesso religioso come una delle trasformazioni più significative che hanno interessato la zona cancellandone l'assetto medievale, costituito da una strada da alcuni edifici che vi si affacciavano. L'edificio religioso completato nel 1655 modificò in maniera definitiva l'impianto urbanistico e l'assetto stradale medievale dell'area, l'ipotesi che ciò potesse aver conservato in maniera significativa tracce delle fasi medievale a riparo da interventi più recenti è stata confermata da questi ultimi scavi. All'interno e stata così aperta un'ampia area di scavo di circa 65 metri quadri e un successivo allargamento di circa altri 30 metri in modo da comprendere l'intera larghezza della stessa navata , e acquisire ulteriori elementi per chiarire le strutture emerse. Al disotto del pavimento le prime due campagne hanno permesso di documentare le fasi di cantiere e le trasformazioni successive dello stesso edificio sino all'abbandono definitivo negli anni '80 del XX secolo. Lo scavo ha evidenziato che la costruzione della chiesa determinò un consistente rialzamento delle quote rispetto a quelle ancora in uso alla meta del XVII, una preliminare valutazione dei sedimenti e dei manufatti contenuti fa ritenere che sia stato utilizzato terreno proveniente da orti urbani o periurbani. Terminato lo scavo delle attività stratigrafiche connesse con il cantiere dell'edificio è stata evidenziata una paleosuferficie costituita da un ampia area caratterizzata da una rozza e discontinua pavimentazione in macerie litiche adiacente ad una struttura muraria rasata, quel che rimane di un edificio in asse con l'attuale via Sant'Erasmo e plausibile continuazione della stessa prima della costruzione del monastero. Gli elementi acquisiti nella recente campagna di scavo hanno permesso di verificare e documentare l'assetto dell'area nel medioevo. Dallo scavo risulta evidente come le trasformazioni del quartiere abbiano inizio molto prima della costruzione del monastero nel XVII che al più sancisce in maniera definitiva la rifunzionalizzazione di questo comparto urbano. Gia con allontanamento delle famiglie ebree fu al centro di un processo di degrado piuttosto veloce che senza difficoltà ci permette immaginare un panorama costituito da ruderi , discariche , e progressivamente piccoli orti gia nei primi decenni del ‘500.

(M.F.)