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Archeologia Medievale
UniSS
L'insegnamento di Archeologia Medievale nell'Università di Sassari

Alghero , Bastione dello Sperone

Il Consiglio Comunale di Alghero ha approvato un finanziamento per la valorizzazione della struttura del cinquecentesco Bastione dello Sperone, tornato alla luce nei mesi scorsi in Piazza Sulis, durante alcuni lavori per la realizzazione di una grande vasca di raccolta delle acque piovane, dopo un secolo dal suo interro avvenuto alla fine dell’Ottocento. Si tratta di una decisione certamente saggia e responsabile, che fa onore agli amministratori della città catalana, in controtendenza con quanto più frequentemente avviene sia in Sardegna che al di fuori dell’isola e che conferma l’attenzione riservata dall’Amministrazione locale per gestione del proprio patrimonio storico-archeologico, anche grazie ad una ormai collaudata ed efficace collaborazione tra l’Amministrazione comunale di Alghero, la Soprintendenza Archeologica di Sassari e Nuoro e l’Università di Sassari.
L’imponente struttura del bastione è emersa sul lato a mare dello scavo, in corrispondenza del marciapiede spartitraffico ubicato nel centro della piazza, a separazione dell’area di parcheggio dalla corsia stradale in direzione di Bosa. Il muro della fortificazione tornato in luce è conservato per un’altezza di oltre 7 metri, fino alla quota del cordolo che segnava l’inizio di un parapetto, leggermente arretrato: è stato inoltre scoperto uno degli angoli del bastione, in corrispondenza del quale è presente una muratura semicircolare, riferibile ad una torretta o garitta di guardia.
Lo scavo archeologico ha chiarito che il potente interro che ha sepolto la struttura è stato in larga parte realizzato alla fine dell’Ottocento o agli inizi del Novecento, non prima di aver costruito al piede del bastione una monumentale canalizzazione di smaltimento delle acque e di aver rialzato la canna di un pozzo già esistente (per non perdere la possibilità di attingere acqua) e pavimentato l’area circostante con ciottoli.
Se l’analisi delle carte storiche aveva già evidenziato con una certa chiarezza la contiguità del bastione dello Sperone con l’area dei lavori, il dato davvero sorprendente è che la fortificazione non venne distrutta (come avvenuto in altre occasioni, documentate da recenti scavi, quali quelle relative al bastione di Montalbano, nei pressi del mercato civico ed al Bastione della Maddalena) per recuperare i blocchi di pietra calcarea con cui era costruita, ma si decise di rinunciare alla sua demolizione ed interrare invece l’area per rialzare sensibilmente in quel punto la quota della città. Probabilmente solo una parte dei grandi conci del bastione (il cordolo ed il parapetto) venne asportata per un immediato riutilizzo nella costruzione della canalizzazione di smaltimento prima citata e del rialzamento della canna del pozzo.
L’importanza del ritrovamento è quella di aver documentato una parte significativa delle fortificazioni cinquecentesche di Alghero non toccata dai numerosi e non sempre corretti restauri degli ultimi cento anni. Oltre a questo, è da sottolineare anche l’ottimo stato di conservazione della struttura, che continua ancora il suo percorso, sepolta sotto l’asfalto, in direzione dell’Istituto alberghiero: negli anni Cinquanta del Novecento, in occasione della costruzione di questa struttura scolastica, una parte del bastione dello Sperone (la prosecuzione della struttura venuta in luce in questa occasione) venne distrutta senza che se ne conosca – ad oggi- neppure una fotografia e lo stesso pare che almeno in parte sia avvenuto, secondo alcune testimonianze raccolte in cantiere da alcuni anziani passanti, nella sede stradale, dove la struttura piegava ad angolo per ricongiungersi con la torre dello Sperone (ultimata dopo il 1543).
Il ritrovato bastione dello Sperone è una struttura storica certamente significativa per la città di Alghero: nota ancora in un acquarello di Simone Manca di Mores, eseguito negli anni 1878-1880, venne interrata tra la fine del secolo e gli inizi del Novecento, una trasformazione relativamente recente, ma che sembra non aver lasciato alcuna significativa memoria storica locale di questo evento, documentato invece con molti particolari dallo scavo archeologico. La sua costruzione risale agli anni 1563 – 1572 e si inserisce in una fase particolarmente complessa dei lavori di adeguamento delle difese di Alghero, voluti dalla Corona di Spagna nel XVI secolo ed in particolare da Carlo V, che nel 1552 incaricò l’ingegnere militare, originario di Cremona, Rocco Capellino: successivamente rimosso dall’incarico nel 1561, continuò ad operare, sotto la direzione di Jacopo Palearo Fratino, realizzando proprio il Bastione dello Sperone.
Dopo le devastazioni di fine Ottocento-inizi Novecento, quando furono demolite gran parte delle fortificazioni del lato di terra della città, il ritrovamento avvenuto in questi mesi del Bastione dello Sperone, così inatteso per la sua straordinaria conservazione, sembra possedere elevate potenzialità per migliorare e facilitare la leggibilità della città storica, da parte degli Algheresi e dei numerosi ospiti della città. L’auspicabile conservazione a vista di almeno una parte della struttura del bastione, che oltretutto non si colloca nella sede stradale attuale, ma ai margini di questa, in posizione defilata, potrebbe inoltre far uscire un segmento della città odierna dallo stato di modesto anonimato (area di parcheggio, condomini, esercizi commerciali) e restituire all’area con grande forza la dimensione del tempo storico ed alla città intera il senso del suo perimetro e “limite” urbano, quel limite sempre così chiaro nel fronte a mare, ma svanito in gran parte e poco percepito nel lato di terra, a causa delle sistematiche demolizioni ottocentesche, che dalle loro macerie oggi ci hanno restituito il bastione dello Sperone, quasi una forma di risarcimento di quelle dissennate distruzioni ed al quale oggi Alghero non dovrebbe davvero rinunciare.

Marco Milanese
Ordinario di Archeologia e di Archeologia Medievale
Università degli Studi di Sassari